2-I cognomi dell'ennese: Pastorelli, Centonze, Alberghina, Guzzone In evidenza

Settembre 20, 2013 4860

2. I cognomi dell’ennese: Pastorelli, Centonze, Alberghina, Guzzone, di Francesco Miranda

Pastorelli

L’origine di questo cognome potrebbe essere  direttamente collegata al mestiere di pastore tipico dell’economia premoderna fortemente improntata all’agricoltura e alla pastorizia: in questo caso “Pastorelli” deriverebbe da soprannome o nome del mestiere dei capostipiti. Ma potrebbe essere collegata al nome medioevale “Pastore” che allude probabilmente alla figura di Gesù Cristo, il buon pastore per eccellenza; nel linguaggio ecclesiastico, infatti, il termine “pastore” è usato nel senso di prete, guida spirituale: in questo caso esso si sarebbe formato dalla cognomizzazione di nomi personali dei capostipiti

 

Pastorelli è un cognome tipico delle regioni del centro-nord (Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Umbria, Piemonte, ecc.), ma è presente, con piccoli nuclei,  anche nelle regioni del sud (Puglia, Campania, ecc.). In Sicilia ha le maggiori occorrenze nel palermitano (Palermo, Montelepre, Cefalù, Partinico), nell’ennese (Enna, Troina, Piazza Armerina, Leonforte), nel catanese (Catania, Gravina di Catania), nel messinese (Santa Teresa Riva, Letojanni), nel siracusano (Augusta).

Tracce storiche e personaggi. Da alcune ricerche storico-araldiche, risulta che una famiglia Pastorelli, assai antica e illustre, proveniva dalla Polcevera, valle ligure in provincia di Genova; la sua cognomizzazione  sarebbe anteriore al XVI secolo: un Antonio Pastorelli fu capitano di una galea al servizio di Pagano d’Oria, grande ammiraglio della Repubblica di Genova, vissuto nel XIV secolo.

Centonze

Questo cognome deriva dal medioevale Centonze, nome augurale attribuito al neonato come augurio di ricchezza; equivale a “che abbia tanto denaro”; l’oncia è infatti un’antica moneta diffusa nell’Italia  medioevale; cento viene inteso in senso iperbolico (una grande quantità).

E’ la cognomizzazione di nome personale del capostipite. Varianti: Centonza, Centonzi.

Centonze è un cognome pugliese, di Lecce, Bari, Brindisi; con nuclei modesti si trova anche in Sicilia, Lombardia, Basilicata e in altre regioni italiane come Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, ecc.. In Sicilia ha maggiori occorrenze nel trapanese (Castelvetrano, Marsala, Partanna, ecc.), poi è presente nel palermitano (Palermo, Trabia, Carini), nell’ennese (Piazza Armerina, Barrafranca), nel catanese (Catania, Maletto), nel nisseno, nel messinese (Taormina), nel siracusano.

Alberghina

Il cognome Alberghina dovrebbe derivare dal nome longobardo ALIBERG o ALIBERGO (composto da Ali = diverso, altro, e berg = montagna), di cui si hanno tracce anche nella forma femminile nei secoli VII e VIII; in alcuni casi potrebbe derivare dal toponimo Malalbergo nel bolognese ed essere riferito ad una capostipite proveniente da  (Mal)albergo.

Si tratta di un cognome diffuso soprattutto in Sicilia, ma presente anche in Lombardia, Piemonte, Sardegna, Lazio, ecc.; in Sicilia ha le maggiori occorrenze nel catanese (Caltagirone, Mirabella Imbaccari, San Michele di Ganzaria, Grammichele, ecc.), nel nisseno (Niscemi, Caltanissetta, Gela, Mussomeli), nell’ennese (Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe, Catenanuova), nel siracusano (Carlentini, Noto, ecc.)

Tracce storiche e personaggi - Alberghino fu una nobile e antica famiglia di Caltagirone, poi estinta. Suoi illustri rappresentanti ebbero cariche pubbliche nel 15^ e 16^ secolo; Giacomo Alberghino, nella prima metà del 1500,  occupò a Caltagirone la carica di patrizio. Una famiglia Alberghina, originaria di Brescia, ebbe un Ippolito di Antonio, dottore in medicina nel 1595. Filippo Alberghina fu un agente di Pubblica Sicurezza che all'età di 29 anni decise di togliersi la vita; arrivò a questa decisione quando, insieme ad altri suoi colleghi, partecipò ai soccorsi per recuperare i feriti e i resti delle povere vittime  della strage mafiosa del treno Rapido 904, avvenuta nella Grande Galleria dell'Appennino, nei pressi di San Benedetto Val di Sambro, tratto ferroviario Firenze-Bologna: era il  23 dicembre del 1984. Nell'attentato morirono 17 persone e 300 rimasero ferite. Il giovane, alla vista di quello spettacolo, ebbe un crollo nervoso e, durante la notte, si uccise con la sua pistola d'ordinanza.

Guzzone

Guzzone e Guzzoni sono cognomi generati dalla italianizzazione del veneto GUZZON, che, a sua volta,  è cognomizzazione di Guccio o Guzzo, ipocoristici, nel tardo medioevo, di vezzeggiativi dei nomi  Arrigo (Arriguccio, Arriguzzo), Berlinghiero (Berlinguccio, Berlinguzzo), Ugo (Uguccio, Uguzzo)

Guzzone è un cognome raro, ha il nucleo più consistente in Sicilia e piccoli nuclei in Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Lazio, Emilia-Romagna, Puglia. Nell’Isola ha occorrenze soltanto in alcune province: nel catanese (Militello Val di Catania, Catania, Tremestieri Etneo, Giarre, Aci Castello, San Gregorio di Catania), nel siracusano (Carlentini, Lentini, Melilli), nell’ennese (Aidone, Enna, Barrafranca), nel palermitano (Palermo, Balestrate, Alia), nel messinese, nel nisseno.

Tracce storiche e personaggi: Una famiglia Guzzoni dimorava nel XV secolo in Correggio (Reggio Emilia), era nobile, aveva origini molto antiche e vasti possedimenti. In un atto, redatto il 28/1/1422 dal notaio Guglielmo Morenius de Rossena, si parla della riscossione di nove ducati d’oro fatta da un Antonio Guzzoni. A Bologna, all’angolo fra vicolo Mandria e vicolo Tubertini, esiste ancora oggi la torre degli Uguzzoni , famiglia ghibellina di quella citta, diramatasi nel XII secolo dalla famiglia Guarini: Guido Guzzoni fu console della città d Bologna.

Ultima modifica il Domenica, 06 Ottobre 2013 09:37