Articoli filtrati per data: Aprile 2025
Le domeniche del Carnevale di Regalbuto.
Il Carnevale di Regalbuto, con la sua tradizione secolare, dedica uno spazio speciale ai più piccoli con le imperdibili Domeniche di Carnevale! Un programma ricco di spettacoli e intrattenimento pensato per far vivere ai bambini la magia di questa festa tra illusioni, fuoco, maschere e acrobazie.
IL PROGRAMMA DELLE DOMENICHE DI CARNEVALE
9 FEBBRAIO - Magia & Illusionismo!
Un pomeriggio incantato tra magia e illusioni con il Mago Charlie!
16 FEBBRAIO - La festa del fuoco!
Spettacolo mozzafiato di fuoco con Layla!
23 FEBBRAIO - Festival delle Maschere!
Con Silvia Show! Risate, balli e animazione!
GIOVEDÌ GRASSO – 27 FEBBRAIO
Circo e Spettacoli Acrobatici
Giorgioliere – Giocoleria ed equilibrismo presenta Frank Show!
Location: P.zza della Repubblica, Regalbuto
In caso di maltempo gli eventi si svolgeranno al chiuso. Sarà comunicato per tempo il cambio di location.
UN'ESPERIENZA DA NON PERDERE!
Ogni domenica sarà un'esplosione di allegria e divertimento, con palloncini modellabili, pioggia di coriandoli e tante dolci sorprese per tutti i bambini!
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PD Regalbuto. " Non si può continuare così" . Il Comunicato stampa.
A DARNE NOTIZIA E' IL SEGRETARIO DEL PD DI REGALBUTO GIUSEPPE PRIVITERA.
Negli ultimi 12 mesi il PD ha presentato in Consiglio Comunale una serie di proposte, che sono
state protocollate e discusse:
1) MERCATO SETTIMANALE (abbiamo chiesto un tavolo tecnico con l’obiettivo di condividere
strategie ed individuare nuove iniziative di qualificazione per il mercato settimanale locale)
LA MOZIONE È STATA VOTATA IN AULA, MA NESSUN TAVOLO TECNICO E’STATO ISTITUITO!!!
2) TRASPORTO PUBBLICO URBANO (abbiamo chiesto la riattivazione del servizio di trasporto
pubblico urbano)
L’ORDINE DEL GIORNO NON È STATO APPROVATO IN AULA, NESSUN SERVIZIO AD OGGI RISULTA
ATTIVO NÉ PUBBLICO – NÉ SOCIALE!!!
3) RIAPERTURA BIBLIOTECA COMUNALE (abbiamo chiesto la riapertura della biblioteca comunale)
L’ORDINE DEL GIORNO È STATO PIU’ VOLTE RINVIATO IN ATTESA DI APPROFONDIMENTI, CHE
CONTINUANO A NON ARRIVARE!!! - LA BIBLIOTECA È ANCORA CHIUSA!!!
4) SANITA’ PUBBLICA (abbiamo chiesto all’amministrazione di farsi promotrice con gli organi
preposti al fine di trovare delle soluzioni alle seguenti problematiche:
- Presenza costante dei medici a bordo delle ambulanze;
- Ristabilire il consultorio e la radiologia;
- Ayyivare il servizio CUP (prenotazioni).
L’ORDINE DEL GIORNO È STATO APPROVATO IN AULA, AL NETTO DEL CONSULTORIO, NON
ABBIAMO NOTIZIE SU TUTTO IL RESTO!!!
5) AREA INTERNA TROINA (abbiamo chiesto di istituire una commissione consiliare per valutare
prevenyivamente gli interventi, le proposte le modifiche con l’obiettivo di creare una bozza di
documento condivisa dai tutti i consiglieri comunali).
La Maggioranza ha bocciato la nostra proposta, definendola una proposta perditempo.
NON ABBIAMO NOTIZIE (né noi né i nostri concitadini) SULLE SCELTE DI QUESTA MAGGIORANZA
RISPETTO AL NOSTRO TERRITORIO!!!
6) TARIFFE ATI IDRICO (abbiamo chiesto alla Regione di “Rideterminare le quota capitale prelevata
dalla tariffa e destinata all’atuazione degli interventi infrastruturali del Servizio Idrico Integrato
dell’ATI di Enna” - In sostanza più finanziamenti per la nostra provincia)
La Maggioranza clamorosamente si è astenuta, definendo la nostra proposta tardiva.
Le nostre proposte riguardano servizi essenziali su cui l'amministrazione non può più restare a
guardare.
Non ci può essere mancanza di azione amministrativa su servizi essenziali, in un territorio come il
nostro che è già in sofferenza.
Il PD ha messo in campo proposte concrete, vedere che nessuna di queste proposte ha ricevuto
risposte concrete ci fa rifletere sulla sofferenza della atuale amministrazione.
Non si può continuare così!!!
L'amministrazione deve dare risposte concrete ai citadini!!!
Il circolo del PD di Regalbuto
" Salve posso parlare un attimo" Nuova truffa on line.
"Salve, posso parlarle un attimo?". Comincia cosi', con una innocua domanda via WhatsApp, l'ultimo tentativo di truffa di cui nelle ultime settimane sembra essere rimasto vittima un numero crescente di persone. L'alert arriva direttamente dalla Polizia postale. "Rispondendo al messaggio - spiegano gli investigatori - una presunta reclutatrice, utilizzando il nome di una società legittima, presenterà un'allettante offerta di lavoro promettendo orari flessibili e retribuzioni elevate. I compiti proposti sono semplici: mettere like, seguire profili social, scrivere recensioni".
Sergio Politi neo Segretario di FDI Regalbuto.
Sergio Politi è il neo coordinatore della sede di Fratelli d'Italia di Regalbuto. E' stato eletto all'unanimità dei presenti nel corso del congresso che si è svolto venerdì scorso alla presenza del Coordinatore Provinciale Nino Cammarata alcuni dirigenti provinciali e numerosi tesserati o semplici simpatizzanti. . Politi sarà coadiuvato dai componenti il direttivo di cui fanno parte Massimiliano Vitale vice-coordinatore, Vito Napoli segretario e Arturo Cono cassiere. In rappresentanza dei giovani, inoltre, è stato eletto Salvatore Napoli. " Ringrazio tutti - ci dice Sergio Politi - dopo diversi anni ci siamo dati un' identità ed un' organizzazione ben definita al circolo che permetterà di far Politica in maniera più incisiva sul territorio grazie anche al supporto dei nostri parlamentari e rappresentanti, provinciali, regionali e Nazionali. "
Volley. Al via il campionato Open Femminile regionale organizzato dall'Acsi Sicilia.
Il primo fine settimana di Febbraio segnerà l'inizio del campionato regionale di pallavolo Open femminile organizzato dall'Acsi Sicilia al quale si sono iscritte otto società sportive delle province di Catania, Enna e Caltanissetta. Otto team che sono stati divisi in due gironi di quattro squadre di cui solamente due ( per ogni girone) accederanno alle semifinali. C'è molta attesa negli ambienti ACSI per l'avvio di un campionato cui seguiranno altri eventi legati al mondo del Volley , specie nel settore giovanile. Le gare in programma domenica 2 febbraio vedranno scendere in campo l'esordio di due formazioni quali Borgo San Giovanni di Piazza Armerina e la Pallavolo Regalbuto , altro esordio sarà quello che vedrà di fronte le formazioni di Aquila Ganzaria e Mirastop di Mirabella Imbaccari . Quest'ultimo incontro può essere considerato un vero e proprio derby dato che ad allenare i due team è Emanuele Brighina , mister di notevole esperienza. Nel girone B da tenere d'occhio l'incontro tra due formazioni che giocano per l'accesso alle semifinali : Makarina e Olimpia Riesi scenderanno in campo domenica alle 17 nella palestra comunale di Mazzarino , mentre la partita tra Himeras Riesi e Siaz Armerina si disoputerà giorno 9 febbraio. Sarà anche l'esordio dei neo arbitri ACSI che dirigeranno gli incontri in programma e anche del referto elettronico adottato da Acsi Enna per l'occasione. Insomma l'Acsi Sicilia , alla vigilia del rinnovo delle prossime cariche elettive regionali che si svolgeranno sabato 8 febbraio a Ravanusa, si propone alle società sportive dei territori di CENTRO SICILIA quale organizzatrice di veri e propri campionati di pallavolo amatoriali ma con lo sguardo attento a una seria programmazione stagionale 2024/2025 che potrà considerarsi già positiva vista la partecipazione espressa da molti sodalizi sportivi dei territori. Soddisfazione è stata espressa dal presidente Regionale Acsi Sicilia Aps Salvatore Balsano. " Sono grato a tutti i partecipanti che nel corso della stagione animeranno i campi di volley anche con il loro pubblico. Acsi Sicilia non è nuova a queste iniziative dato che nel corso degli anni abbiamo dimostrato quanto sia attento il nostro sguardo verso lo sport e le iniziative sociali a tutti i livelli."
Un fumetto sul romanzo " Vita mia" per omaggiare Dacia Maraini, realizzato dagli alunni del Citelli.
Gli studenti dell’Istituto Tecnico “Salvatore Citelli” di Regalbuto hanno avuto il piacere di conoscere la nota scrittrice Dacia Maraini. L’incontro con l’autrice, realizzato grazie alla tenacia della responsabile di sede la professoressa Giaggeri Pina, ha coinvolto docenti, studenti, dirigente scolastico, genitori presso il cineteatro Urania.
Durante l’incontro gli studenti hanno interagito con l’autrice, hanno posto domande e sono nate riflessioni. Tale evento ha rappresentato un percorso autentico, nel quale hanno trovato spazio le molteplici emozioni suscitate dalla lettura, le curiosità, le fantasie, i pensieri e le riflessioni degli alunni. Si è così creato un dibattito costruttivo che ha permesso di soffermarsi su vari temi di carattere personale ma anche sociale.
Gli studenti delle classi 3B e 2B indirizzo Elettronica hanno voluto rendere omaggio all’autrice in un modo originale. Grazie ad un accurato lavoro e sotto la guida della professoressa Dieli Crimì Giovanna, hanno realizzato un fumetto basato su alcuni capitoli del volume “Vita mia” di Dacia Maraini. I ragazzi hanno cercato di esprimere le emozioni, quali dolore, paura, sofferenza, amore in un contesto che lascia inermi e impotenti, quello della Seconda Guerra Mondiale, in particolare la deportazione e l’internamento in un campo di concentramento giapponese in cui l’autrice e la sua famiglia sono stati rinchiusi.
L’incontro con l’autrice è diventato così una delle strategie attraverso cui è stata proposta un’immagine viva e dinamica del libro, un momento di fruizione libera, grazie anche all’uso delle tecnologie, alla creatività, all’impegno e al talento dei ragazzi.
Questa attività ha rappresentato per gli alunni un’esperienza umana e culturale unica, un’occasione per coltivare la mente e le emozioni, un laboratorio sempre attivo per l’educazione alla riflessione e all'apprendimento. In un’epoca in cui si assiste, purtroppo, alla crescente perdita di valori e al disinteresse diffuso dei ragazzi, la scuola ha rappresentato così un luogo privilegiato e speciale per promuovere itinerari e strategie atti a suscitare curiosità, a far emergere il bisogno e il piacere della lettura, ad incrementare talenti.
PD. " Il Comune di Regalbuto vanta un primato, purtroppo negativo, essendo l’unico Comune della Provincia a sopprimere l’ufficio del Giudice di Pace."
"Ci complimentiamo con il nostro deputato regionale On. Fabio Venezia per l’attenzione che sempre rivolge ai nostri territori ma, a fronte di tale impegno, registriamo un’inerzia da parte dell’Amministrazione Comunale di Regalbuto."
Inizia così il lungo comunicato stampa che il Partito Democratico di Regalbuto ha pubblicato a proposito della chiusura della sede del Giudice di Pace in città.
" È dei giorni scorsi l’approvazione all’A.R.S. della norma che prevede una contribuzione alle spese che i Comuni affrontano per il mantenimento degli Uffici del Giudice di Pace e prendiamo atto, con RAMMARICO , che il Comune di Regalbuto non potrà beneficiarne.
Ciò, grazie all'impazienza dell’attuale Amministrazione Comunale che, con atto di Giunta Municipale n. 10 del 18.01.2024, ha chiesto al Ministero della Giustizia l’emanazione del decreto di cessazione della sede del Giudice di Pace di Regalbuto.
Preme ricordare che da più parti è stato chiesto all’Amministrazione comunale di rivedere tale grave decisione e procedere alla immediata revoca della delibera di Giunta, al fine di:
1. evitare l’impoverimento del nostro territorio, privato di un servizio essenziale a vantaggio dei cittadini, costretti a recarsi presso l’ufficio del Giudice di Pace di Nicosia, con conseguenti disagi e aumenti di costi;
2. valutare l’aumento del contenzioso alla luce delle nuove competenze per materia e valore attribuite al Giudice di Pace;
ll nostro partito suggeriva di attendere l’esito della proposta di legge presentata all’ARS, già il 10 agosto 2023, dall’Onorevole Fabio Venezia e dagli altri deputati del PD, oggi approvata, per garantire ai Comuni una contribuzione finalizzata a garantire un importante presidio di giustizia e ai cittadini il relativo servizio.
Il Comune di Regalbuto vanta un primato, purtroppo negativo, essendo l’unico Comune della Provincia a sopprimere l’ufficio del Giudice di Pace.
L’efficienza di un’Amministrazione Comunale si misura dalla capacità di incrementare i servizi alla comunità e dal dovere di mantenere quelli già esistenti. "
Carnevale di Regalbuto. Resi noti i nomi del Comitato .
Ne fanno parte: “Associazione I Vaneddi dell’Arte” | Associazione Voculanzicula | Fraternita di Misericodia S.M. Kolbe | Alfio Adornetto | Antonio Adornetto | Salvatore Grippaldi | Gianluca Italiano | Seby Parisi.. A dare l'annuncio sul sito della Fondazione Amèselon . "Il Comitato del Carnevale - si legge- nasce con l’obiettivo di riportare al centro della comunità uno degli eventi più rappresentativi e identitari di Regalbuto: il Carnevale, che ha raggiunto la sua 76ª edizione. Non si tratta solo di una festa, ma di un’opportunità concreta per valorizzare e promuovere il territorio, rafforzando il senso di appartenenza e proiettando Regalbuto su un palcoscenico più ampio, in grado di attrarre visitatori e far crescere l’economia locale."
UN VOLANO PER L'ECONOMIA LOCALE
Maltempo, il governo Schifani delibera lo stato di crisi regionale per 116 Comuni . Tra questi solamente Agira e Cerami .
Il governo Schifani ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza per dodici mesi per 116 Comuni siciliani colpiti dall’ondata di maltempo nei giorni 16 e 17 gennaio scorsi. Lo ha deliberato la giunta regionale nella seduta di oggi, su proposta del presidente della Regione, Renato Schifani, in base alla relazione firmata dal dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina. La declaratoria consentirà di attivare le iniziative necessarie a garantire i primi interventi per la messa in sicurezza del territorio nelle aree delle sei province interessate. Secondo una prima stima, che non tiene conto del settore agricolo, i danni ammonterebbero a circa 70 milioni di euro. I comprensori maggiormente colpiti sono quelli del Messinese e del Siracusano. Il dipartimento di Protezione civile si riserva anche di proporre la richiesta di stato di emergenza nazionale, dopo avere acquisito dai Comuni tutte le relazioni sulle conseguenze del maltempo. Il dirigente generale della Protezione civile regionale, inoltre, è stato designato commissario delegato con l’incarico di provvedere al censimento dei danni, alla redazione del piano degli interventi per la riparazione dei danni e per il ripristino e la messa in sicurezza dei luoghi, nonché per la realizzazione delle azioni di somma urgenza per ripristinare e rendere sicure le strutture stradali litoranee di Santa Teresa Riva e dei muri d’argine del fiume Alcantara a protezione del depuratore consortile di Giardini, nel Messinese. Proprio ieri, il presidente Schifani aveva compiuto un sopralluogo sul lungomare di Santa Teresa Riva per prendere atto personalmente delle lesioni arrecate dalle mareggiate alla sede stradale litoranea della cittadina. Il governatore aveva assicurato il massimo impegno per avviare, nei tempi più brevi possibili, gli interventi necessari a ripristinare la strada e le altre strutture danneggiate e dare serenità agli abitanti. Oltre alla Città metropolitana di Messina e al Consorzio Rete fognante Taormina, questi i 116 i Comuni interessati dal provvedimento:. Città Metropolitana di Catania: Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Adrano, Bronte, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Maniace, Misterbianco, Ragalna, Randazzo, Riposto, San Giovanni La Punta, Sant’Agata li Battiati, Valverde, Vizzini, Piedimonte Etneo, Mineo, Nicolosi. Provincia di Enna: Agira, Cerami. Città Metropolitana di Messina: Alcara li Fusi, Capizzi, Castroreale, Falcone, Fondachelli Fantina, Furnari, Gioiosa Marea, Letojanni, Librizzi, Lipari, Malfa, Mazzarrà S. Andrea, Milazzo, Monforte San Giorgio, Naso, Novara di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Patti, Raccuja, Roccavaldina, Rodì Milici, S. Lucia del Mela, San Pier Niceto, San Salvatore di Fitalia, Sant’Agata di Militello, S. Angelo di Brolo, San Piero Patti, Santa Marina Salina, Scaletta Zanclea, Torrenova, Tripi, Tusa, Ucria, Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Fiumedinisi, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Letojanni, Limina, Malvagna, Mandanici, Messina, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Roccella Valdemone, S. Alessio Siculo, Santa Teresa Riva, S. Domenica Vittoria, Savoca, Scaletta Zanclea, Taormina, Condrò, Mongiuffi Melia, Moio Alcantara, Piraino. Città Metropolitana di Palermo: Ciminna, Ustica. Provincia di Ragusa: Acate, Ispica, Giarratana, Modica, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Ragusa. Provincia di Siracusa: Augusta, Avola, Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francofonte, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Sortino, Melilli, Francofonte.
Viaggio alle radici della DC , cosa diceva Don Sturzo all'inizio del '900. ( pubblicato oggi su Avvenire)
Il lungo percorso compiuto da don Luigi Sturzo che lo condurrà il 18 gennaio del 1919 a fondare il Partito Popolare ebbe inizio almeno un quindicennio prima, con lo storico discorso di Caltagirone del 24 dicembre del 1905. In quella occasione, Sturzo manifestò l’intenzione di dar vita a un partito che avesse un respiro nazionale, di ispirazione cristiana, ma nel contempo aconfessionale, laico e autonomo dalle gerarchie. Per questa ragione, il partito che immaginava Sturzo non si sarebbe dovuto fregiare dell’aggettivo cattolico. L’aconfessionalità del progetto sturziano rifiutava alla radice ogni tentazione di fare di un eventuale partito il “braccio secolare” delle gerarchie, ma rigettava anche la pretesa di rappresentare l’unità politica dei cattolici italiani.
Siamo giunti al 18 gennaio del 1919, l’idea diventa fatto. Contro la tendenza a fare dei cattolici la stampella di altre offerte politiche, negoziando seggi, come ad esempio con il Patto Gentiloni relativo alle elezioni del 1913, nasce il Partito Popolare che non era né un partito cattolico, né il partito dei cattolici, ma un partito di cattolici che si appellava «a tutti gli uomini liberi e forti», per dar vita ad un partito autonomo. Ecco come il sacerdote di Caltagirone ricorda la fondazione del partito: «Era mezzanotte quando ci separammo e spontaneamente […] passando davanti la Chiesa dei santi Apostoli picchiammo alla porta: c’era l’adorazione notturna. […] Durante quest’ora di adorazione rievocai tutta la tragedia della mia vita. Non avevo mai chiesto nulla, non cercavo nulla, ero rimasto semplice prete […]. Accettavo la nuova carica di capo del partito popolare con la amarezza nel cuore, ma come un apostolato, come un sacrificio».
All’Appello seguiva un programma articolato in dodici punti, dove gli aspetti di politica interna erano espressi dalla promozione per l’integrità della famiglia, il voto alle donne, l’assistenza e la protezione dell’infanzia, nonché l’attuazione di una legislazione sociale, improntata alla cooperazione, alla riforma tributaria, alla riforma agraria, al decentramento amministrativo e alla libertà d’insegnamento. Sul fronte della politica estera, il programma del Partito Popolare si mostrava apertamente internazionalista, accettando i Quattordici punti di Wilson e dichiarandosi favorevole all’adesione alla Società delle Nazioni.
L’eredità teorica dell’azione politica sturziana è tutta racchiusa nel termine popolarismo, che si oppone al populismo in forza di una nozione di popolo articolata, dunque plurale, e differenziata al suo interno, tutt’altro che omogenea, refrattaria tanto al paternalismo quanto al leaderismo carismatico che identificano nel capo il buon pastore al quale affidare i destini del gregge. Una teoria politica con la quale il fondatore del Partito Popolare intendeva sfidare i due monopoli: quello dello stato accentratore, tipico della tradizione fintamente liberale italiana, e quello marxista e socialista nel campo operaio. Il popolarismo sturziano vuole combattere entrambi questi monopoli, in nome della libertà, declinata nel campo dell’insegnamento, dell’amministrazione locale, della rappresentanza politica e sindacale e, non ultimo, della diffusione della proprietà e della piccola e media impresa.
Con la fondazione del Partito Popolare, Sturzo intendeva affermare un punto chiave del rapporto tra cattolici e politica, mettendo allo stesso tempo fuori gioco ogni tentativo di clericalismo, di nostalgia verso il legame fra trono e altare tipico dell’antico regime, e, specularmente, di asservimento del fatto religioso alla ragion di Stato, tipico di un certo nuovo regime in cui lo Stato si attesta come monopolista del potere.
Affermando la reciproca indisponibilità della sfera politica e di quella religiosa a lasciarsi strumentalizzare l’una dall’altra, Sturzo ha dimostrato una conoscenza profonda della complessa realtà sociale creatasi con la modernità, nella quale la dimensione del regnum instrumentum religionis si intreccia con quella della religio instrumentum regni. Sturzo rigetta entrambe le derive in nome di una società di per sé eterogenea, plurale, plurarchica, differenziata per funzioni, indisponibile a qualsiasi pretesa monopolistica avanzata da una qualsiasi delle sfere sociali che compongono la società civile, di cui la politica è parte e non sintesi, perché la sintesi è operata dalla coscienza di ciascuna persona.
Di conseguenza, nelle democrazie moderne, dal momento che il cattolicesimo è portatore di un’istanza universale, per Sturzo non può esistere una politica esercitata da un partito “cattolico” né un cattolicesimo politico ufficiale, perché entrambi sono formule di esclusione di parti del popolo e anzi pretendono di rappresentarne la porzione migliore: è questa, in ultima analisi, l’essenza di qualsiasi offerta politica di stampo populista, tanto di destra quanto di sinistra. Seguendo la definizione di Dario Antiseri, per populismo intendiamo una concezione della politica in cui si stabilisce un legame mistico tra ciò che il popolo pensa e spera e il capo che lo teorizza. Il carattere distintivo di tale legame è l’idea che alcuni sono i puri, gli eletti, i migliori e il resto è putridume. Una setta con un dogma (la verità) e quando il capo cambia idea, cambia anche la verità.
Diametralmente opposta è stata la proposta politica di Sturzo che si espresse attraverso la fondazione di un partito “di” cattolici e non “dei” cattolici, aperto al contributo di tutte le persone che avrebbero condiviso il programma; è questo il senso del popolarismo che riconosce nel “metodo di libertà” e nel principio di rappresentanza i due irrinunciabili portati del liberalismo e così instaura con esso un rapporto indissolubile.
Per questo motivo, la proposta di Sturzo è davvero laica, nel senso di aconfessionale. Il laico credente fa parte del popolo di Dio non in quanto sacrestano o beghino, né in quanto avanguardia “avvertita” e sensibile a chissà quale progetto ecclesiastico. Non è la longa manus del clero, la sua rappresentazione politica, né può servirsi della fede e dei suoi simboli come di una etichetta per rendere riconoscibile la propria attività tra le altre, magari utilizzandola come una rendita di posizione.
Come Sturzo aveva compreso bene, quella del laico credente è una missione di servizio, il politico è un civil servant (e non un servitore dello Stato, che per Sturzo è una parte, il nome astratto con il quale intendiamo l’organizzazione della pubblica amministrazione), un rendersi disponibile a partecipare attivamente alla costituzione e alla manutenzione del bene comune, ricorrendo al “metodo di libertà” e al principio di rappresentanza. Proprio da questo, ne discende che un partito che voglia realizzare una progettualità cristianamente ispirata potrà farlo solo immaginando di incarnare in un concreto popolo, fatto di persone libere e forti, alcuni valori, attraverso la realizzazione di determinate politiche che guardino all’interesse di tutti, come scrive Sturzo nel suo manifesto: «senza pregiudizi né preconcetti».
Il mezzo per farlo è un programma, cioè una piattaforma di policy, diremmo oggi, sulla quale chiamare a convergere i più ampi settori della società e sulla base della quale competere e cooperare con altre forze politiche, fossero anche queste tributarie a vario titolo dell’assiologia cristiana.
In breve, la proposta popolare non è esclusiva e non chiude le porte ad altre interpretazioni del messaggio cristiano in politica; ma non è neppure sintetica, non pretende cioè di mediare fra sensibilità differenti su questioni temporali e contingenti in cui è naturale che il laicato possa esprimere posizioni differenti. Per questa ragione, porsi come eredi esclusivi dell’eredità sturziana suona un po’ farlocco, sempre che non si intenda rovesciare il popolarismo nel suo contrario, a merce di scambio interna per barattare consensi con posti o prebende, reintroducendo surrettiziamente nel 2025 proprio la logica di quel Patto Gentiloni che Sturzo aveva combattuto e superato nel lontano 1919.